Nuova vita (e potenzialità) dei podcast

Il 2020 è stato l’anno dei podcast. Durante il primo lockdown sono aumentati sia i nuovi ascolti podcast sia i podcaster, con segnali di interesse sempre maggiori.

I numeri

L’ampliamento della platea di appassionati non si è però limitato al periodo del lockdown. Un’indagine di Nielsen riporta che, in generale, nel 2020 gli ascoltatori di podcast sono il 15% in più rispetto all’anno scorso, per un totale di 13,9 milioni. Ipsos riferisce invece un aumento del 4%, con 8,5 milioni di ascoltatori. I nuovi ascoltatori italiani, come conferma Spotify, sono soprattutto under 35.

Qualche definizione

Ricordiamo cos’è un podcast: tecnicamente un file audio caricato su un server e disponibile in streaming o in download.

Possiamo quindi suddividere i podcast in diversi macro-generi:

  • – news: brevi audio con le principali notizie del giorno presenti nei principali quotidiani e siti di informazione.
  • – cura della persona: corsi, audio-guide, lezione su tematiche disparate come giardinaggio,business e hobby;
  • – approfondimento: svariati temi, dalla politica alla cultura, musica e sport;
  • – intrattenimento: sotto forma di talk su temi di attualità, narrativa e anche satira.

Tutti questi podcast ottengono un rilevante livello di fidelizzazione del proprio pubblico. Questo perché gli abituali ascoltatori di podcast hanno le idee chiare su ciò che vogliono ascoltare, in quale momento della giornata farlo e durante quali attività. Una volta delineata l’abitudine, è difficile che questa cambi con il tempo. Il bacino di utenza si consolida intorno alla voce narrante, a un tema specifico o attorno a uno schema discorsivo.

La pubblicità nel mondo podcast

In questo particolare contesto, la pubblicità si inserisce agendo in maniera mirata su un terreno fertile, specifico e già dettagliatamente profilato. Empatia, intimità e affinità, queste le parole chiave attorno alle quali si può fare leva.

Le dynamic ads sono gli spot inseriti durante l’ascolto, che fanno riferimento a consigli per gli acquisti o consumo e sono inseriti all’interno di un discorso da parte di  una “voce amica” che l’ascoltatore è abituato ad ascoltare e di cui si fida. 

E’ stato infatti provato come questo tipo di sponsorizzazione sia effettivamente più efficace rispetto alle pubblicità che passano in televisione o alla radio.

Un futuro immersivo

Cosa ci aspetta? 

Possiamo iniziare ad immaginare ad esempio podcast in 8D, magari supportati da cuffie in grado di creare un ascolto totalmente immersivo, o ancora, episodi scritti da un’intelligenza artificiale o ascolti interattivi che si autoregolano a seconda delle preferenze dell’ascoltatore. 

Un’altra frontiera potrebbe essere quella di creare contenuti personalizzati e su misura dell’ascoltatore che fruisce il servizio: se è abituato a sentire i podcast mentre cucina, un programma ad hoc di cucina, se invece l’utente è abituato a usare il servizio durante l’allenamento, potrebbe ricevere contenuti motivazionali e di sostegno.

Statcast dentro l’innovazione

Il potenziale dei podcast è evidente. Avere la sicurezza di rivolgersi a utenti realmente interessati ai contenuti e categorizzati per argomenti è un vantaggio fondamentale. Le aziende e le concessionarie pubblicitarie stanno iniziando a capire le potenzialità di queste piattaforme e la necessità di inserire i propri spot all’interno di contenuti che siano rilevanti per gli utenti che ascoltano, così da rimanere coerenti con la loro identità e non sperperare il loro budget inutilmente e su platform non coerenti con il loro brand.

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